la mia 124 III serie berlina 1200 del 1974 verde 374

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la mia 124 III serie berlina 1200 del 1974 verde 374

Messaggio  Stefano il Dom Mar 02, 2008 6:43 pm

Ciao Paolo e ciao Cinzia.
Sono capitato per caso su questo bellissimo sito, mentre, come spesso mi capita, facevo ricerche di materiale sulla 124, e mi sono molto commosso ed emozionato, perché la mia storia è molto simile a quella di Paolo (anche se a tutt’ora manca il lieto fine), legata dalla stessa passione. In verità le 124 della mia vita sono state due, ed entrambe purtroppo non esistono più da molti anni.

La causa dell’arrivo in famiglia della prima 124 fui… io, infatti alla mia venuta al mondo (1966, anche io come voi sono un ragazzo degli anni ’60), per aumentate esigenze di spazio, mio padre acquistò una delle prime 124 prodotte, verde scuro 386, cruscotto grigio come tutti i primissimi esemplari (ma dai primi anni ‘80 fu sostituito da uno nero che io stesso trovai da un demolitore che quello originale era cotto). A lei sono legati momenti bellissimi della mia infanzia, potrei raccontarne moltissimi, ma con lei ho anche imparato a guidare, è stata con noi fino alla seconda metà degli anni ’80, poi, ridotta in condizioni molto disastrate, mio padre la fece demolire, dopo essere stata mesi in stato di semi-abbandono sotto casa.

Nel 1984 compii 18 anni e presi la patente, e per circa un anno usai regolarmente la vecchia 124 che mio padre ormai non usava più, ma alla quale ero molto legato. Tuttavia le precarie condizioni meccaniche e di carrozzeria esigevano lavori radicali che mio padre non aveva intenzione di compiere, e che io (andavo ancora a scuola) non potevo permettermi.
Così, nel 1985, messi da parte pochi soldi facendo qualche lavoretto nei mesi di vacanza, e facendomi aiutare a destra e a manca, cercai una 124 tutta mia, che già allora non era facile trovarne in buone condizioni. Ne trovai una di proprietà del direttore della banca sotto casa, una III serie sempre berlina 1200, del 1974, verde 374, abbastanza ben tenuta, che pagai all’epoca 1.200.000 lire.

A questa seconda 124 è strettamente legato il periodo più bello della mia vita, alla conquistata indipendenza, alle amicizie, alle uscite con le ragazze…
A bordo di questa ho vissuto bellissime storie d’amore, ho fatto ingresso nel mondo degli adulti, ho conosciuto e vissuto i primi appuntamenti con Sabrina, che è la mia compagna.

Purtroppo, dopo qualche anno di utilizzo molto intenso, la 124 cominciò ad avere grossi problemi di ruggine passante ed un serio problema al motore. La sua sorte sembrava segnata, ma io non avevo intenzione di privarmene, così le trovai una sistemazione al riparo, in un locale della casa dei miei genitori in Abruzzo, continuando a tenerla anche fiscalmente “viva” (cioè continuando a pagare il bollo).

La 124 rimase lì diversi anni, nel corso dei quali, quando potevo (io sono nato e vivo a Roma), andavo a farle quel minimo di lavori di manutenzione che mi consentiva la situazione, in attesa di tempi migliori per riportarla in efficienza, ma questo non bastava.

I tempi migliori purtroppo non vennero mai, e questa storia finisce nel 1996, quando una serie di situazioni e la necessità di liberare il locale senza sapere dove mettere la 124, mi costrinsero a cedere alle pressioni dei miei, e quindi la feci mandare a prendere, con la morte nel cuore, dal demolitore.

La cosa non mi andò giù, dopo alcuni mesi partii da Roma e raggiunsi il demolitore a cercarla, deciso a riprenderla anche incompleta, ma purtroppo già non esisteva più: è una cosa che tutt’ora non ho digerito.

La passione però, quella non è mai stata demolita, e leggendo il vostro sito sono rimasto sorpreso a vedere quanti condividono con me l’affetto per la 124 in Italia e nel mondo, e spero un giorno non lontano di potere, come Paolo… portare a casa la mia terza 124.

Anche svariati miei amici (almeno tre) hanno iniziato la propria carriera di guidatori al volante di una 124, e disgraziatamente nessuna di queste è sopravvissuta, per quanto siano state apprezzate; forse per la generazione di chi è nato negli anni ‘60 come me, siamo stati talmente abituati da sempre a vedere le 124 in giro, che eravamo quasi convinti irrazionalmente che non sarebbero finite mai, invece ovviamente non è stato così, anche se c’è da dire che moltissime 124 italiane sono state esportate negli ultimi anni in Egitto, dove sono ancora utilizzate come taxi.

Effettivamente incontrarne per strada in Italia è diventato rarissimo, ma non credo che ne siano sopravvissute solo un centinaio (come del resto ha scritto una autorevole rivista del settore in un articolo commemorativo dei 40 anni della 124), forse questa cifra si riferisce solo a quelle conservate in eccellenti condizioni.

La quasi totalità delle 124 è effettivamente scomparsa, anche dai demolitori, non essendo mai stata considerata di interesse storico e mai meritevole di restauro, ma ogni tanto dai garage e dai fienili ne viene fuori qualcuna, magari inutilizzata da anni, certamente senza targhe, ma che sarebbe possibile ed augurabile conservare o recuperare.
Io stesso conosco svariate berline 124 in stato di più o meno totale abbandono che andrebbero recuperate, o almeno usate per ricambi: certo, un singolo di scarse possibilità economiche come me può far poco, ma se ci fosse alle spalle un registro storico italiano riconosciuto dall’ASI, come avviene per altri modelli, magari la cosa cambierebbe.

Ritengo che questo sito possa svolgere una funzione importante in proposito, sia mettendo in comunicazione gli appassionati tra loro, sia ad esempio iniziando una sorta di mappatura degli esemplari sopravvissuti, ivi compresi quelli da recuperare. Credo insomma che bisognerebbe tentare di far qualcosa per salvare il salvabile.

La finisco qui, anche perché non vorrei risultare noioso, ma invio alcune immagini, di cui le prime due si riferiscono alla prima 124 (foto 1 del 1982, foto 2 del 1984), le successive tre alla seconda 124 (foto 3 del 1986, foto 4 credo del 1988, foto 5 degli ultimi anni, quando la 124 era ricoverata nel garage in Abruzzo ed ogni tanto la pulivo o effettuavo piccoli lavori conservativi). Ovviamente quello che si vede in foto sono io. Infine accludo l’immagine della copertina di una pubblicazione d’epoca (1968) che conservo da tempi immemorabili.

Un saluto ed un augurio di grande fortuna al vostro sito. Ciao.

STEFANO

Stefano
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